Asilo nido e sistema scolastico: massima attenzione al territorio

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Sono due i temi fondamentali dai quali partire, per poter riflettere sul sistema asilo nido e sul futuro della scuola nella Comunità di Primiero. Il primo, è legato alla problematica del calo demografico, una questione che interessa da vicino le aree montane, ma allo stesso tempo è un tema nazionale. La popolazione registra un deciso calo demografico e le cause sono più di una. Negli ultimi anni, i nuovi nati a Primiero, sono meno di 80 e anche il 2022 non farà eccezione.

Il secondo aspetto è legato alle nuove richieste - in aumento - delle giovani famiglie, che chiedono sempre più di poter usufruire di un servizio di asilo nido. La rete famigliare si è indebolita nel tempo cosi come le esigenze lavorative, non ultimo la piena possibilità di occupabilità anche al femminile, richiedono sempre più servizi di conciliazione casa/lavoro.

Alla luce di questa situazione, "La richiesta di servizi 0/3 anni - spiega il Commissario della Comunità di Primiero, Roberto Pradel - è decisamente aumentata e non sono ormai più sufficienti i 20 posti a Tonadico e i 10 posti disponibili a Canal San Bovo. Il basso numero di nuovi nati ha creato una sovrabbondanza di offerta nelle scuole materne nella fascia 3/6 anni.

Da qualche tempo gli amministratori si sono interrogati sulle possibili soluzioni, incontrando anche la Cooperativa che a Primiero gestisce il servizio Tagesmutter. Finite le valutazioni politiche sono in corso le prime ipotesi operative per capire come si possa aumentare la disponibilità di posti del nido e ottimizzare il servizio delle scuole materne. Tutto è ancora nella fase tecnica atta a capire quali spazi possano essere ottimali. La 'denatalità' non potrà che incidere - continua Pradel -, a medio lungo termine, a cascata sia sulle sezioni delle scuole medie, cosi come sugli allievi in uscita dalle stesse verso le scuole superiori, siano esse istruzione o scuola professionale".

Un discorso specifico meritano proprio le scuole medie. "Le nuove scuole medie - conclude Pradel - potranno ospitare fino a 3 sezioni mentre i circa 80 ragazzi in uscita dalla terza media si divideranno poi nelle molteplici proposte delle scuole superiori siano esse a Primiero (IC Comprensivo ed Enaip), oppure fuori valle. Sarà naturale una evoluzione della situazione e dovrà essere governata al meglio. Partendo subito dalla fascia 0/3 anni, a mio avviso si possono e devono affrontare poi tutti i temi successivi".