Riforma sanità Trentino e Convenzione con Feltre, Assessore Segnana a Primiero

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Durante il momento di confronto a Primiero, il Commissario della Comunità di Primiero, Roberto Pradel e i Sindaci, evidenziando l'importanza della convenzione sanitaria con il vicino Veneto, hanno chiesto garanzie all'Assessore provinciale Stefania Segnana e alla Provincia, in merito ai servizi sanitari previsti dall'accordo, ritenuti di fondamentale importanza per la comunità locale.

Le richieste del territorio

Una particolare richiesta che arriva dal territorio, è legata proprio alle visite ambulatoriali specialistiche - spesso sospese durante la pandemia - presso il locale Distretto sanitario di Tonadico.

Un'altra problematica al centro dell'attenzione da tempo, in campo sanitario, è invece la difficoltà di interazione tra i sistemi informatici dell'Ospedale di Feltre e i medici di base trentini. Un disservizio notevole per gli utenti, che gli amministratori locali hanno più volte posto all'attenzione della Provincia e dell'Ulss1 Dolomiti in questi anni.

Sul tema, il dirigente provinciale Giancarlo Ruscitti ha rassicurato i presenti, sottolineando come ci sia la volontà di rinnovare e potenziare la convenzione con il Veneto, andando a definirne gli apporti in termine di prestazioni in una logica di scambio e valore aggiunto per entrambi i territori. Rimane da risolvere il nodo - fondamentale per i cittadini - del mancato dialogo tra i due sistemi informatici. Su questo l'impegno per trovare al più presto una soluzione. E' stata ricordata inoltre l'attivazione a Primiero, del progetto Spazio argento coordinato dalla Comunità, al quale hanno collaborato anche Apsp Primiero e Vanoi.

La riforma in Trentino

Durante l'incontro a Primiero, è stata illustrata la proposta di riforma del sistema sanitario, che vede protagonista l'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento. I contenuti, sono stati esposti ai rappresentanti della Comunità e ai tecnici di riferimento, dall'assessore alla salute della Provincia di Trento, Stefania Segnana e dal direttore generale Apss Antonio Ferro.

Presenti a Primiero, anche il dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti e numerosi dirigenti Apss, tra i quali il direttore dell'Integrazione socio sanitaria e dell'Unità operativa cure palliative Gino Gobber, il direttore amministrativo Andrea Maria Anselmo e il responsabile del Servizio processi assistenziali ospedalieri Paolo Barelli.

"Siamo qui per un incontro interlocutorio, perché vogliamo che la riorganizzazione sia quanto più condivisa con i territori. Questo lavoro ha avuto inizio prima della pandemia e proprio quest'ultima ha messo in luce la necessità di ripensare il modello organizzativo di sanità e ha introdotto una straordinaria valorizzazione delle attività sanitarie sul territorio ed in particolare delle azioni preventive e di promozione della salute della persona e della sua comunità. Ad ottobre abbiamo ricevuto un documento con delle richieste puntuali, parte delle risposte le troverete all'interno della nuova riforma. Il nostro obiettivo è quello di dare le migliori risposte ai cittadini e alle comunità", ha detto l'assessore Segnana.

Il direttore generale Apss, Antonio Ferro ha spiegato che si punta ad una interfaccia forte tra ospedale e territorio, cercando di dare alle amministrazioni locali degli elementi di continuità anche con l'assistenza sociale. La proposta di riforma permette una maggiore capillarità e penetrazione sul territorio dei servizi e definisce sei distretti in base a parametri oggettivi, con i tre obiettivi di omogeneità ed equità e semplificazione e decentramento. Vengono poi ripristinati i dipartimenti ospedalieri e creati tre nuovi dipartimenti transmurali: pediatrico, ostetrico-ginecologico e "anziani e longevità".

Sanità "di prossimità"

Previsti inoltre alcuni incarichi di percorso, come ad esempio la diabetologia, collegati al territorio. Altro aspetto legato all'idea di sanità territoriale che si interseca con la riforma della medicina di famiglia è quello delle reti professionali, per una visione della sanità "di prossimità", che intervenga sulle cure a casa per chi ha un primo livello di necessità, riservando le cure ospedaliere ad un secondo livello di gravità. Il decentramento sarà attuato anche dal punto di vista amministrativo.

Come ha illustrato il direttore amministrativo di Apss Andrea Maria Anselmo la riforma prevede una riorganizzazione degli uffici amministrativi, che saranno più vicini al territorio senza gravare sulla spesa totale e senza l'incremento delle posizioni direzionali e posto l'accento sulla forte sinergia tra le unità locali e le famiglie, che potrà svilupparsi grazie al raccordo dei distretti. Si è poi parlato della scommessa sulle professioni sanitarie, con le sei nuove strutture infermieristiche complesse, le reti cliniche dei medici di famiglia, la necessità di soddisfare le esigenze delle valli con l'attrattività per i professionisti.

Uno dei cardini della riorganizzazione, è rappresentato dalla prevenzione e la necessità di mettere a fattore comune le risorse disponibili. L'obiettivo è di standardizzare e omogeneizzare le risposte e potenziare la presa in carico e la conoscenza dei bisogni di salute sull'intero contesto provinciale, oltre a garantire efficacia ed efficienza nei livelli essenziali di assistenza, come ha spiegato infine il direttore per l'Integrazione socio sanitaria di Apss, Gino Gobber.