Sei domande poste di frequente sui profughi e sei risposte che conviene conoscere prima di esprimere la propria opinione in pubblico. Approfondimento a cura di Focus Group Immigrazione e Associazione traME e TErra. Maggiori informazioni sul tema dei Richiedenti Protezione su: www.cinformi.it 

Quanti sono?

1. I posti attualmente disponibili tra Mezzano e Primiero sono 13. 2. La presenza sul territorio rimane proporzionale al numero di residenti ed in ogni caso vincolata alla disponibilità di alloggio. 3. Sono comunque persone regolarmente presenti in Italia: possono spostarsi durante il giorno per lavoro, per sbrigare pratiche relative alla loro richiesta di asilo o anche semplicemente per andare a trovare amici o parenti accolti in altre zone del Trentino o d’Italia. Altrettanto possono ricevere visite in diurna di amici o parenti.

Da dove vengono? E se nel Paese da dove vengono non c’è la guerra, hanno comunque diritto rimanere in Italia e richiedere l’asilo?

1. Le persone attualmente accolte in Primiero provengono tutte da Nigeria Mali e Gambia, ma in questo anno e mezzo abbiamo avuto persone proveniente anche dalla Costa d’Avorio, dal Bangladesh e dal Congo e dal Ghana. 2. La Nigeria è un Paese oppresso da mille difficoltà ma ricordiamo, per inciso, che la guerra non è l’unico motivo per cui una persona può richiedere l’asilo in un altro Paese. 3. L’iter porta i Richiedenti Protezione Internazionale ad affrontare un colloquio con apposite Commissioni Territoriali che valutano ogni singolo caso e giudicano la legittimità o meno della richiesta d’asilo. Lasciamo che la legge faccia il suo corso e non sostituiamoci ad essa.

Perché non lavorano per guadagnarsi i soldi che gli vengono dati?

1. Nel periodo iniziale dell’iter di richiesta d’asilo NON possono lavorare. 2. Da quando possono lavorare, ognuno di loro si inserisce nel mercato del lavoro alla pari di chiunque altro (non esiste una via preferenziale o un servizio finalizzato a trovar loro lavoro). Questo vuol dire che se non troviamo lavoro noi, altrettanto non lo trovano loro. 3. Molti di loro sarebbero ben contenti di lavorare. Quindi se avete delle proposte lavorative potete contattare direttamente Croce Rossa (ente responsabile dell’accoglienza) all’indirizzo:

Perché non ripagano la comunità con volontariato?

1. Il volontariato non si improvvisa. Molte di loro investirebbero ben volentieri parte delle loro lunghe giornate in attività di utilità per il territorio. Ma per farlo è necessario che ci sia qualcuno disposto a seguirli, insegnare loro, affiancarle. 2. Le richieste di aiuto devono essere sostenibili e compatibili con i loro obblighi (fare volontariato tutti i giorni è un lavoro non retribuito - e questo dovrebbe valere per tutti! Non solo, ma hanno l’OBBLIGO di frequenza di un corso di italiano tutte le mattine e spesso devono muoversi per pratiche legate alla loro richiesta d’asilo). Ma se possibile, ben venga! 3. Chi ha delle proposte di volontariato può contattare Croce Rossa (ente responsabile dell’accoglienza) all’indirizzo: .

E cosa fanno tutto il giorno?

1. Stiamo parlando di persone libere ed autosufficienti, per cui diventa limitativo parlare di “cosa fanno”. Si tratta di singoli individui che in base alle proprie necessità, ai propri gusti, ai propri impegni si organizzano la giornata. Come ognuno di noi. 2. OBBLIGATORIAMENTE frequentano la mattina un corso di lingua e cultura italiana. Il fine settimana si occupano della pulizia degli spazi a loro assegnati per le lezioni. 3. Per portare avanti l’iter di richiesta di asilo, viene loro richiesto di incontrare figure di supporto (legali/ operatori specifici), di sbrigare pratiche in questura, di reperire documentazione dettagliata. Questi impegni fanno parte della loro vita, se non quotidiana, settimanale.

E allora se fanno così tanto, non vuol dire che è mancata l’informazione?

1. Forse è mancata l’informazione su Facebook, ma questo non sarà comunque mai un canale giusto per noi. Primo, perchè l’informazione sul Social Network procede per slogan e sentito dire, ma non permette reale approfondimento e confronto. Secondo, perchè dovremmo distaccare un operatore che 24/24h si dedica a rispondere a commenti più o meno pertinenti e sensati: un lavoro a tempo pieno che non abbiamo le forze per sostenere! 2. Fare informazione è possibile se c’è un’utenza motivata a “farsi informare”. Serate andate deserte ed incontri fatti con i soliti noti dimostrano che forse per molti è più facile condividere un titolone scandalo sul Social Network che partecipare ad un momento di riflessione e ragionamento condiviso. 3. Rimane la disponibilità a rispondere a dubbi e domande in qualsiasi momento! I contatti di Croce Rossa, ente responsabile dell’accoglienza sono: primiero@critrentino.it. Oppure siete invitati a prendere parte alla riunione mensile del Focus Group Immigrazione in cui, tra le altra cose, si affronta anche lo stato dell’accoglienza a Primiero. Ogni terzo giovedì del mese alle 20:30 presso il Centro leReti a Fiera di Primiero.

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faQ profughi 2.2

Articolo pubblicato il 15/06/2017