Piano di Formazione Settore Sociale anno 2011
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Comunità di Primiero Provincia di Trento |
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Piano di Formazione Settore Sociale anno 2011 |
Presentazione
Negli ultimi anni si è assistito ad un profondo cambiamento della società civile che ha investito i Servizi Sociali, comportando il continuo aumento della complessità del lavoro, delle competenze e delle responsabilità alle quali i Servizi sociali che operano sul territorio sono chiamati, per rispondere alla molteplicità dei bisogno che emergono sia sul tema tutela dei minori, sostegno alle fragilità familiari, supporto ai soggetti deboli siano essi disabili, persone con fragilità relazionali, dipendenze o altro…..
Sempre maggiori e complessi sono gli adempimenti richiesti dall’Autorità Giudiziaria in materia di tutela dei minori, maltrattamenti in ambito familiare, separazioni giudiziali e attivazione di interventi supporto della relazione genitore-bambino, nonché forme di tutela rivolte a persone disabili, anziane o con fragilità di vario tipo.
Tale premessa ha portato il Settore Sociale della Comunità a riflettere circa la necessità di una sempre più articolata conoscenza degli ambiti di intervento del Servizio Sociale, della conoscenza della normativa di riferimento, delle corrette procedure amministrative per dare esecuzioni ai singoli adempimenti di competenza, le delicate connessioni e rapporti con la Magistratura, per la realizzazione ed il sostegno nell’ambito degli interventi di tutela.
Per dare risposta a tali esigenze si è elaborato un progetto formativo che intende rivolgersi sia agli operatori che lavorano nel Settore, ma anche ai vari soggetti che collaborano con il Servizio per poter fornire un quadro di riferimento sia sul piano formativo, sia sul piano delle corrette procedure.
Questo per garantire di implementare le competenze in merito agli ambiti di intervento del Servizio Sociale, ma anche come occasione importante in cui soggetti diversi che operano nel territorio ( comuni, scuola, Sanità, Forze dell’ordine…) affrontano con chiarezza tematiche precise sulle quali spesso ciascuno con il proprio ruolo interviene, anche al fine di facilitare e accompagnare la diffusione di un modello operativo condiviso inerente l’intervento nei singoli ambiti operativi.
La metodologia è diretta alla condivisione di esperienze e pratiche operative, a partire dalla conoscenza delle situazioni operative del territorio.
Il percorso formativo si terrà nel periodo maggio – novembre 2011, fatta salva la possibilità di apportare successive modifiche alla programmazione, per motivi legati ad aspetti organizzativi.
Il percorso prevede 5 incontri di sette ore ciascuno, a conduzione singola; ogni modulo approfondirà una tematica specifica e quindi si prevede anche la possibilità di iscrizione ai singoli moduli di interesse.
Il monte ore totale del corso sarà di circa 35 ore
Il corso si terrà presso la sede della Comunità di Primiero; il Settore sociale curerà tutti gli aspetti legati alla promozione dell’iniziativa e raccolta iscrizioni.
Si prevede indicativamente il numero massimo di possibili partecipanti per ogni incontro pari a circa n.20 persone.
Verrà richiesto l’accreditamento presso l’Ordine degli Assistenti sociali della Regione Trentino – Alto Adige.
Il Responsabile del Settore Sociale
Michela Tomas
Tonadico, aprile 2011
Corso di Formazione
Settore Sociale
Dott. Massimiliano Gioncada
| Titolo |
Tutela, curatela, amministrazione di sostegno: ruoli e responsabilità dei servizi sociali e del tutore, del curatore e dell’amministratore di sostegno. Presupposti e predisposizione del ricorso per l’amministrazione di sostegno
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| Data | 18 maggio 2011 |
| Destinatari | Operatori dei Servizi sociali, funzionari e amministratori coinvolti in queste misure di protezione, soggetti che, all’interno della Comunità. Comuni o strutture del territorio ( educative, sanitarie o altro) sono investiti dell’ufficio tutorio o dell’amministratore di sostegno ovvero titolari di delega delle funzioni. forze dell’ordine |
| Contenuti | Il corso si propone di evidenziare il ruolo e le responsabilità che ineriscono l’ufficio del tutore, del curatore e dell’amministratore di sostegno oltre alle responsabilità che investono i funzionari e gli operatori degli Enti Locali, ASL, ecc. nella gestione delle misure di protezione in parola. Saranno valutati poi i presupposti per azionare dette misure e, per l’amministrazione di sostegno, la stesura del ricorso (individuandone i contenuti). Saranno dunque illustrate le tecniche di redazione dell’atto e tutti i significati ad esso connessi, oltre che una valutazione sui costi della procedura e sulla ripartizione dei medesimi. Il corso di formazione, di carattere assolutamente pratico e concreto, si completa degli interventi e dei casi pratici portati dai partecipanti, utilizzati per le discussioni inerenti i punti più critici del tema in parola. |
| Programma |
La protezione civilistica dell’incapace: la tutela, la curatela e l’amministrazione di sostegno; la disciplina codicistica e l’attuale applicazione. La capacità giuridica e la capacità di agire (la rappresentanza; gli atti dei soggetti sottoposti a misure di protezione e la relativa eventuale azione di annullamento). Le responsabilità del tutore dell’interdetto. Le responsabilità del curatore dell’inabilitato. Le responsabilità dell’amministratore di sostegno. Il ricorso per l’istituzione dell’amministrazione di sostegno: legittimazione attiva alla relativa proposizione; il ruolo del Servizio sociale; dell’obbligatorietà o meno del patrocinio tecnico. La segnalazione ex art. 406 co. 3 c.c. I contenuti del ricorso: le relazioni che deve contenere e come devono essere redatte. Gestione dell’eventuale dissenso del beneficiario e/o dei suoi parenti. I costi della procedura e la relativa disciplina. La lettura del decreto del giudice tutelare. Saranno preliminarmente trattate, pur se a livello istituzionale, le responsabilità civile, penale, amministrativa del dipendente della P.A. |
| Titolo |
La compartecipazione degli utenti anziani e disabili gravi alle spese assistenziali. Le ultime novità giurisprudenziali e riflessi sull’azione regolamentare dei comuni. Note critiche intorno al “contratto d’inserimento” presso le strutture residenziali. L’azione degli enti gestori nei confronti dell’utenza e/o del comune. Note sostanziali e processuali
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| Data | 29 giugno 2011 |
| Destinatari | Responsabili dei Servizi sociali, assistenti sociali, psicologi, educatori dipendenti della Comunità, Comuni o strutture del territorio ( educative, sanitarie o altro). ovvero dipendenti da soggetti legati ad essa ed incaricati delle attività sociali tipiche |
| Contenuti | Il tema della compartecipazione al costo dell’utenza anziana e disabile ai servizi fruiti è uno dei temi che più stanno interessando e preoccupando le varie Amministrazioni coinvolte, ciò soprattutto alla luce della giurisprudenza amministrativa che ha pressoché sistematicamente annullato i Regolamenti comunali sul punto rilevandone varie illegittimità. Lo scopo della giornata, che si rivolge a operatori che hanno già sviluppato una notevole padronanza della materia, è quello di valutare gli effetti sulla Regolamentazione comunale in materia, laddove esistente, e sull’attività di rivisitazione dei Regolamenti che è probabile si debba esser chiamati a compiere. La giornata si sviluppa sull’analisi della normativa regionale sarda, per la parte rilevante, e della giurisprudenza più recente e sulla discussione sui relativi giudizi, esiti, riflessi. La giornata di formazione si completa degli interventi e dei casi pratici portati dai partecipanti, utilizzati per le discussioni inerenti i punti più critici degli istituti in parola. |
| Programma |
L’obbligazione alimentare: cenni essenziali. Analisi della normativa regionale e di quella nazionale. L’evoluzione giurisprudenziale sul tema della compartecipazione alle spese: - analisi puntuale delle più rilevanti sentenze sul tema; - riflessi sull’attività e sulle finanze dell’Ente; - valutazioni sulla legittimità dei Regolamenti vigenti. Vincolatività dell’utilizzo del d.lgs. n. 109/1998. Profili di (in)costituzionalità delle legislazioni regionali sul punto. Quale ISEE? La querelle tra l’utilizzo dell’ISEE familiare ovvero di quello individuale: analisi della giurisprudenza nazionale e regionale più recente. L’impostazione del percorso partecipativo con le associazioni di categoria. Il c.d. “contratto d’ingresso” in struttura: nozione, qualificazione giuridica, obbligo del Comune di integrare le rette, problemi inerenti alla (il)legittimità dei contratti di inserimento in R.S.A. firmati dai parenti dei ricoverati (gli esiti della giurisprudenza (inedita) milanese); La corretta impostazione dei rapporti tra il Comune e i “soggetti tenuti agli alimenti”. Servizi semiresidenziali: compartecipazione alle spese di trasporto e mensa. Limiti all’utilizzabilità delle indennità assistenziali esenti. |
| Titolo |
Il diritto di accesso ai documenti amministrativi dei servizi sociali e in ambito sanitario
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| Data | 28 settembre 2011 |
| Destinatari | Responsabili dei Servizi sociali, assistenti sociali, psicologi, educatori dipendenti della P.A.( Comunità e Comuni) ovvero dipendenti da soggetti legati ad essa ed incaricati delle attività , Operatori del comparto Sanitario |
| Contenuti | Il diritto di accesso ai documenti amministrativi costituisce da tempo una delle situazioni più controverse, e di difficile lettura, con le quali la p.a. si deve confrontare. Lo scopo del corso è quello di affrontare, nell’ambito del tema in parola, le questioni più spinose, e al contempo comuni, che gli operatori dei Servizi Sociali e Sanitari fronteggiano. Il taglio è rigorosamente pratico, con poche concessioni alle controversie dottrinarie. Per questo, sono date per conosciute e comprese le nozioni di base, meritevoli solo di alcuni brevissimi accenni, soffermandosi particolarmente sui punti più controversi e dibattuti in giurisprudenza. Ampio, infatti, è il ricorso, con contestuale commento, alle numerose pronunce dei T.A.R. e del Consiglio di Stato. Il corso si completa necessariamente degli interventi e dei casi pratici prospettati dai partecipanti. È previsto altresì che i partecipanti, volontariamente, eseguano un test all’inizio del corso, la cui “correzione”, al termine della giornata, aiuterà a sintetizzare quanto esposto e appreso. Nel corso della giornata saranno sottoposte ai medesimi alcune questioni esemplificative, che essi dovranno discutere per gruppi, prospettando le soluzioni immaginate, cui seguirà una discussione conclusiva. |
| Programma |
Richiamo iniziale alla L. n. 241/1990, al D.P.R. n. 184/2006, al D. Lgs n. 196/2003, al D. Lgs n.163/2006. La regolamentazione adottabile dagli Enti Locali dopo la Legge n. 69/2009.
Caratteri e contenuti del procedimento amministrativo innescato dall’istanza di accesso:
Il procedimento amministrativo conseguente (valutazioni iniziali; analisi dei rapporti tra accesso e privacy – parte generale; la comunicazione ai contro interessati e la loro eventuale opposizione; termini procedurali; necessità istruttorie; potere di differimento; attività del responsabile del procedimento e rapporti col responsabile del provvedimento; costi annessi al procedimento; l’accesso a documenti su supporti non riproducibili dall’Amministrazione).
La tutela giudiziale in tema di accesso:
Contenuto del provvedimento del Giudice amministrativo. L’ottemperanza. Le responsabilità annesse al procedimento di accesso: Le responsabilità civili, penali e amministrative che possono insorgere in capo ai funzionari. La violazione del diritto di accesso e la conseguente possibile tutela risarcitoria. La tutela penale del diritto di accesso. Casi pratici sottoposti ai partecipanti. |
| Titolo |
Il servizio “tutela minori”: competenze e responsabilità nella gestione della tutela e degli affidamenti. Le segnalazioni, le denunce, la privacy, l’accesso e il segreto professionale. I rapporti con l’autorità giudiziaria e con gli avvocati. Le responsabilità giuridiche degli educatori: responsabilità civile, penale, amministrativa. Analisi generale e fattispecie concrete
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| Data | 26 ottobre 2011 |
| Destinatari | Responsabili e operatori dei Servizi sociali, educatori dipendenti della P.A. ovvero dipendenti da soggetti legati ad essa ed incaricati della gestione dei minori, Comuni, Scuola, Servizi che operano nel territorio, Forze dell’ordine. |
| Contenuti |
Il corso si propone, attraverso l’analisi delle competenze della “Tutela minori”, le responsabilità e le incombenze procedurali connesse all’avvio ed alla gestione dell’ufficio tutorio ovvero degli affidamenti (sia consensuali sia giudiziari). La seconda parte è dedicata, per il tramite dell’elencazione e disamina delle segnalazioni e delle denunce da presentare, alla valutazione dei rapporti tra gli operatori, sociali e sanitari e l’autorità giudiziaria (Tribunale per i Minorenni, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Giudice Ordinario e Procura della Repubblica, Giudice Tutelare). La terza e ultima parte attiene all’analisi delle competenze degli educatori impegnati in ambito minorile, ed in quello della disabilità, di esaminare le responsabilità connesse all’attività dell’educatore svolte direttamente per conto dell’ente pubblico ovvero per altro soggetto. Particolare attenzione sarà rivolta alle responsabilità di cui agli articoli 2047, 2048 e 2049 Codice civile. La giornata di formazione si completa degli interventi e dei casi pratici portati dai partecipanti, utilizzati per le discussioni inerenti i punti più critici degli istituti in parola. |
| Programma |
I soggetti (il Tribunale per i Minorenni; la Procura per i Minorenni; il giudice tutelare; il Tribunale ordinario in veste di giudice della separazione o del divorzio; l’avvocato del minore (nei procedimenti civili minorili; la Polizia Giudiziaria; il Servizio sociale territoriale). I giudizi de potestate ex articoli 330 ¸ 336 del Codice civile: la limitazione/ablazione della responsabilità (potestà) genitoriale nel Codice civile. Procedimenti minorili e segretezza delle relazioni del Servizio sociale. Cenno agli ordini di protezione contro gli abusi familiari (articolo 282- bis del Codice di procedura penale e articoli 342- bis e 342- ter del Codice civile). La potestà dei genitori: la tutela (articoli 343 ¸ 389 del Codice civile). L’affidamento del minore (l’intervento della pubblica autorità a favore dei minori ex art. 403 c.c.; l’affidamento del minore nella legge 4 maggio 1983, n. 184; l’affidamento all’Ente locale territoriale; l’imputazione delle spese per la gestione degli affidamenti). L’affidatario: individuazione; responsabilità, poteri; obblighi e diritti. Le segnalazioni “anonime” fatte ai Servizi: linee di comportamento. Le segnalazioni e le denunce all’Autorità giudiziaria. Tutela minori tra accesso e privacy. I rapporti con le altre Istituzioni, tra professionisti d’équipe, col SERT, con gli avvocati. Il minore ed il diritto alla salute (il consenso informato e consapevole del minore all’atto medico; il tema delle vaccinazioni; il minore sieropositivo; l’interruzione volontaria di gravidanza e la donna minorenne; l’intervento integrato a favore del minore tossicodipendente e del nucleo familiare di riferimento: alcuni spunti). Il minore straniero (non accompagnato) in Italia (i diritti dei minori stranieri non accompagnati; i compiti del Comitato per i Minori Stranieri; la segnalazione del minore straniero non accompagnato; l’accertamento dello status di “non accompagnato” e gli interventi relativi ai minori che vivono con “parenti”; affidamento e tutela del minore straniero non accompagnato presente sul territorio italiano; l’affidamento di fatto a parenti entro il quarto grado; il minore straniero non accompagnato al raggiungimento della maggiore età). Breve introduzione alle varie forme di responsabilità: l’ambito del diritto privato, penale e pubblico. La responsabilità del dipendente della P.A.: natura, fonti, contenuto, note sulla possibile tutela assicurativa. Segreto d’ufficio dell’educatore o segreto professionale dell’educatore? La capacità giuridica e la capacità di agire: definizioni e differenze in ambito civile ovvero penale. La responsabilità extracontrattuale ex art. 2047 c.c. (Danno commesso dall’incapace). La responsabilità extracontrattuale ex art. 2048 c.c. (Responsabilità dei genitori; dei tutori, dei precettori e dei maestri d'arte). La responsabilità extracontrattuale ex art. 2049 c.c. Responsabilità dei padroni e dei committenti). La responsabilità contrattuale dell’Istituzione scolastica per i danni autoprocuratesi dai pupilli. L’educatore di Comunità è o meno incaricato di pubblico servizio? La responsabilità penale dell’educatore (reati propri; note di approfondimento sui delitti di abuso dei mezzi di correzione e maltrattamenti in famiglia e verso i fanciulli; rilevanza del tempo dell’affidamento). L’educatore dipendente di Cooperativa, Fondazione e Società private in genere: applicabilità dei principi generali. |
| Titolo |
Le responsabilità civili, penali ed amministrative degli assistenti sociali, educatori, psicologi nell’ambito dell’attività (anche indiretta) del servizio sociale. Accesso, privacy e segreti professionali.
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| Data | 23 novembre 2011 |
| Destinatari | Responsabili e operatori dei Servizi sociali, educatori dipendenti della P.A. ovvero dipendenti da soggetti legati ad essa ed incaricati della gestione dei minori, Comuni, Scuola, Sanità, Servizi che operano nel territorio, Forze dell’ordine |
| Contenuti | il corso si propone, attraverso l’analisi delle funzioni e competenze classiche degli assistenti sociali, degli educatori e degli psicologi componenti il personale del Servizio Sociale ovvero legati funzionalmente ad esso pur essendo dipendenti privati (dipendenti, direttori di Cooperative, ecc.), di esaminare le tipiche attività connesse a quei ruoli rilevandone criticità e possibili responsabilità insorgenti. Particolare attenzione sarà rivolta alla gestione del procedimento amministrativo, al segreto professionale, al diritto di accesso ed ai rapporti con i legali delle parti. Il corso di formazione si completa degli interventi e dei casi pratici portati dai partecipanti, utilizzati per le discussioni inerenti i punti più critici degli istituti in parola. |
| Programma |
Introduzione alle varie forme di responsabilità giuridica (definizioni preliminari; gli elementi soggettivi nel giudizio di responsabilità). La responsabilità del dipendente della P.A.: natura, fonti, contenuto. Responsabilità di diritto privato (responsabilità da fatto illecito; precontrattuale; contrattuale; oggettiva; da fatto lecito). Responsabilità di diritto pubblico: la responsabilità penale (reati dell’operatore sociale; l’operatore sociale quale pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio; i reati procedibili d’ufficio ed a querela di parte). Responsabilità di diritto pubblico: la responsabilità amministrativa (soggetti; presupposti.; la prescrizione; responsabilità amministrativa e ordini illegittimi; responsabilità amministrativa e passaggio di consegne). Responsabilità disciplinare e responsabilità dirigenziale: cenni. Le responsabilità e l’assicurazione dell’operatore sociale. Le responsabilità del responsabile unico del procedimento. Le responsabilità afferenti la gestione del procedimento di accesso agli atti (rapporto attuale tra la tutela dei dati personali ed il diritto di accesso; note essenziali sul procedimento di accesso; il diritto di accesso dei consiglieri comunali/provinciali e la tutela della riservatezza dei terzi; l’accesso alle relazioni dell’a.s. e ai suoi appunti; l’accesso agli atti del difensore dell’indagato). Le responsabilità all’interno dell’equipe: distribuzione, condivisione, esclusioni. Il segreto professionale, il segreto d’ufficio ed i rapporti con l’obbligo di denuncia e di rendere testimonianza (il segreto professionale/d’ufficio in generale; il pubblico ufficiale, l’incaricato di pubblico servizio e gli obblighi di referto o denuncia e di rendere testimonianza; l’obbligo di denuncia di reato e l’obbligo di referto; soluzione del contrasto (apparente) tra gli obblighi (giuridici) di conservazione di un segreto e di denuncia di un fatto di reato; soluzione del contrasto (apparente) tra l’obbligo al segreto e l’obbligo di rendere testimonianza nel processo penale o civile). L’operatore sociale e la Polizia giudiziaria. L’operatore sociale e l’avvocato che opera in sede di indagini difensive. |