Il Comprensorio lascia il posto alla “Comunità di Primiero”
Tra qualche tempo, in qualche Università, studenti del corso di Storia delle istituzioni si accingeranno a preparare la tesi di laurea prendendo a tema l’esperienza dei Comprensori nell’ordinamento italiano e nei vari ordinamenti regionali.
Molte Regioni, a metà degli anni ’70 del secolo scorso, hanno legiferato in materia, costituendo forme aggregative delle Autonomie locali di base, senza tuttavia una filosofia coerente e unitaria. E soprattutto senza trasferire loro dalla Regione effettive funzioni di governo del territorio.
Innovativa e per certi versi coraggiosa appare perciò l’esperienza normativa della Provincia autonoma di Trento che, nella fase iniziale e durata fino alla metà degli anni ’80, ha voluto individuare nell’ente comprensoriale un metodo nuovo di amministrare e di gestire a livello decentrato funzioni pubbliche primarie.
Lasciamo che siano quegli studenti ad indagare il perché questi enti, in tutte le esperienze regionali e provinciale, ormai trentennali e generalmente avviate verso una conclusione formale dettata anche da una certa interna implosione, non siano riusciti ad esplicare in pieno una propria forza dinamica ed innovativa.
Certamente, però, la riforma istituzionale provinciale del 2006, ha preso avvio dalla lettura storica della evoluzione dei Comprensori e certamente le indagini storico giuridiche che ne seguiranno non potranno prescindere dalla constatazione che l’ente intermedio ha accompagnato, in Provincia di Trento, un profondo cambiamento delle città e delle valli del Trentino, unita ad una modernizzazione celere della società trentina e della sua popolazione.
Il Comprensorio non sarà più, e tra breve nasceranno le Comunità.
Le scelte lessicali e terminologiche hanno sempre un significato e una volontà programmatoria: così, in un contesto di modernizzazione nel quale la dicotomia società-comunità sembra sempre più sbilanciata verso il primo termine, segnato dal particolarismo e da un orientamento egoistico, il legislatore provinciale ha voluto indicare in questo importante passaggio istituzionale anche una precisa linea di azione, improntata alla responsabilità dei cosiddetti territori, in un’ottica soprattutto di recupero della dimensione della appartenenza e della specificità condivisa dello stare insieme.
Coloro che saranno chiamati tra breve a gestire il passaggio dal Comprensorio alla Comunità dovranno perciò avere ben presente il senso profondo di questo passaggio, cercando di non banalizzarlo in termini troppo strettamente meccanicistici.
Il Comprensorio è stato, in particolare nell’ultimo decennio, uno strumento di aggregazione delle Autonomie comunali; la Comunità deve piuttosto diventare un luogo di aggregazione e di dialogo per i nostri concittadini, di tutta la Valle di Primiero, una e unita.
Passaggio estratto dall’intervento svolto in Assemblea comprensoriale del Presidente Cristiano Trotter il 30 dicembre 2008 sul punto “Bilancio di previsione 2009 e pluriennale 2009 – 2011”