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Nr. 16 - Dicembre 2007

Numero 16 - Dicembre 2007

Editoriale

Dunque, la più che trentennale esperienza del Comprensorio di Primiero volge al termine.

I nostri otto Consigli comunali riusciranno ad approvare il nuovo Statuto della Comunità di Primiero entro qualche mese, così da permettere la effettiva costituzione degli organi della nuova istituzione prima della fi ne dell’anno entrante. Qualcuno sostiene che il passaggio alla “Comunità di Valle” nulla sarà più che un restyling dell’attuale ente comprensoriale. Altri ritengono che questa volta qualcosa cambierà per davvero. Comunque l’ente-comunità obbligherà ad occuparsi dello stesso, come luogo nuovo, nel quale ciascuno potrà esprimere i propri intendimenti e convincimenti in ordine al futuro della comunità di riferimento, non necessariamente improntati ad intenti progressisti o di innovazione, ma anche soltanto di mantenimento dello status quo o di rafforzamento degli assetti attuali.

In questa ottica appare fuorviante impostare il confronto soltanto in termini di difesa delle istanze “comunarde” piuttosto che di quelle “comunitarde”, perché si tratta invece della occasione buona per dare risposte sia per quanto riguarda l’effettivo grado di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, sia per quanto riguarda la gestione dei processi decisionali interni. E allora sarà opportuno chiarire se la futura comunità sarà una comunità di cittadini, oppure una comunità di comuni, fermo restando che l’obiettivo fondamentale della riforma è stato e rimane il rilancio del senso di appartenenza e della partecipazione civica dei cittadini.

Vogliamo dunque affrontare alcune questioni per il futuro? Credo che costruire una comunità “responsabile” sia possibile, se si dispiegherà un processo effi cace di coinvolgimento della popolazione, che aspiri alla costruzione di una comunità materiale viva e partecipe, oltre la comunità formale che uscirà dai Consigli comunali. In questa prospettiva sono altrettanto convinto - senza toccare i problemi legati alle risorse disponibili, e al suffragio universale per l’elezione della assemblea - che ci siano altri elementi davvero indispensabili per il successo dell’ente. Ne indico tre, a titolo propositivo:

• l’avvio del nuovo ente costituisce una occasione irripetibile per mettere a fuoco in via contestuale una programmazione di medio periodo; lo strumento c’è già, ed è l’accordo quadro di programma previsto dalla ormai prossima legge urbanistica: la comunità dovrà attivare un tavolo di confronto e consultazione al quale partecipano soggetti pubblici e associazioni portatrici di interessi a carattere economico, sociale, culturale e ambientale rilevanti per l’ambito della comunità. Questo strumento potrebbe costituire fi nalmente un modo nuovo di far dialogare sui possibili modelli di sviluppo, necessariamente e allo scoperto, cittadini, operatori economici, formazioni sociali, amministratori pubblici, vallate diverse, diverse prospettive di sviluppo, ma anche diverse convinzioni consolidate, sedimentate, tradizionali.

• un secondo aspetto è costituito dalla opportunità di razionalizzare le strutture e le funzioni pubbliche e burocratiche delle nostre amministrazioni locali; magari creando un centro sovracomunale di studio e analisi delle materie pubbliche e di programmazione generale a livello di comunità. Tante volte si è sottolineata, infatti, la necessità di potersi avvalere di una struttura che studi i problemi, individui le possibili soluzioni di intervento, predisponga atti, programmi, piani, ... supporti gli organi di decisione con competenze tecniche ed istruttorie.

• un terzo elemento assume un carattere più programmatico e di impegno civico: se comunità di cittadini deve essere allora i cittadini devono diventare comunità; in tal senso è necessario impegnarsi perché i giovani entrino da subito nella vita politica pubblica; ci aiuta in questo ambito la signifi cativa esperienza delle iniziative messe in atto quale esplicazione delle politiche giovanili. Non disperdiamo questo patrimonio: consolidiamo questo rapporto e facciamo in modo che il perseguimento del bene collettivo diventi abituale interesse del singolo, partendo dai giovani cittadini.

Un augurio dunque di pieno successo alla comunità che sarà. Esprimendo a tutti i suoi cittadini un buon 2008.

Il Presidente del Comprensorio
Cristiano Trotter

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