Nr. 12 - Settembre 2006
Editoriale
Nello scorso mese di giugno è stata finalmente approvata dal Consiglio provinciale di Trento la Legge di Riforma istituzionale, che entro i prossimi due anni comporterà rilevanti novità nell’assetto delle competenze degli enti locali.
Attesa ormai da quindici anni, la legge supera di fatto la trentennale esperienza, per molti versi positiva, dei Comprensori, coniugando sul territorio con maggiore forza i principi della sussidiarietà e della adeguatezza nell’esercizio delle funzioni pubbliche. La Provincia si spoglierà di molti dei compiti e dei servizi che attualmente esercita, trasferendoli in capo ai comuni e ai nuovi enti intermedi denominati Comunità di Valle.
Entro il mese di giugno 2007 tutte le Valli del Trentino sono chiamate ad istituire le Comunità e ad approvare il relativo Statuto, che costituirà la base dello sviluppo sociale ed economico per il loro futuro. In questo contesto il Primiero, per le sue caratteristiche di omogeneità territoriale e per avere perseguito anche nel passato forme di unità amministrativa, potrà rivestire il ruolo di laboratorio di idee a livello provinciale.
Il successo di questa delicata fase costitutiva dipenderà tuttavia, a mio avviso, fondamentalmente da tre condizioni: la capacità delle Amministrazioni comunali di pensare al futuro delle comunità residenti superando logiche particolaristiche; la capacità di informare compiutamente la popolazione, coinvolgendola attivamente nel processo costitutivo; la volontà degli operatori degli enti locali e dei servizi di rivestire un ruolo responsabile nella costruzione della nuova Comunità di Valle.
Sotto il primo aspetto è necessario che i comuni individuino con attenzione e responsabilità il livello istituzionale al quale affidare la gestione di alcune competenze fondamentali: la programmazione, la gestione territoriale, i servizi pubblici. Ragionando in termini di efficacia e di funzionalità dei servizi ai cittadini, oltreché di razionalizzazione e contenimento dei costi.
La partecipazione dei cittadini al processo costitutivo della Comunità di Valle rappresenta forse la sfida più importante che ci attende a breve. Abbiamo infatti la opportunità, davanti a noi, di scrivere, attraverso lo Statuto della comunità, una sorta di nuovo “contratto sociale” tra istituzioni e cittadini: un accordo cioè che renda più trasparente l’ente pubblico e lo avvicini di più alla gente, e dia insieme maggiore fiducia ai cittadini nei confronti della azione dei propri amministratori. In tal senso credo che l’informazione continua e capillare sulle fasi istitutive che verranno potrà garantire a tutti maggiore consapevolezza del proprio ruolo partecipativo. Così come tutte le formazioni sociali, economiche, culturali, del volontariato, potranno esprimere, in questa fase, le proprie proposte.
Il riassetto delle competenze sui tre livelli – Provincia, Comunità di Valle, Comuni – comporterà necessariamente un attento lavoro di riorganizzazione degli uffici e dei servizi di ciascuno di essi, pur senza incidere sulle prerogative e le garanzie lavorative attuali. Il successo della operazione dipenderà comunque in larga misura da un processo di maggiore formazione e professionalizzazione degli organici, che in tal senso saranno chiamati a farsi parte attiva della fase costitutiva della comunità.
Da sempre, infatti, nessuna riforma è possibile senza la convinta partecipazione di chi nella pubblica amministrazione esplica la propria professione.
Sono certo che il senso di responsabilità di amministratori, cittadini e operatori pubblici pervaderà tutto il processo di costruzione della nostra Comunità di Valle. Per il bene delle nostre generazioni più giovani.
Un sincero saluto a tutti i lettori di Primiero Oggi.
Il Presidente del Comprensorio
Cristiano Trotter

