Editoriale
Il Comprensorio dentro i cambiamenti - Tempo di riflessioni
Nel precedente editoriale, parlando di montagna, di identità e di sviluppo, si erano fissate alcune irrinunciabili condizioni perché l’azione amministrativa possa essere capace di rispondere alle domande di questo territorio.
Erano stati così richiamati concetti quali l’autonomia, la sussidiarietà, la creatività come condizioni in grado ad un tempo di tutelare l’identità della nostra terra e di promuovere responsabilmente l’integrazione con l’esterno.
Ora, nel quadro dei grandi cambiamenti che interessano la società e le sue istituzioni, è opportuno delineare, sul versante amministrativo, l’ambito di riflessione che oggi e in prospettiva dovrà riguardare l’Ente comprensoriale. La domanda che oggi è al centro del dibattito riguarda principalmente quale sia il ruolo del Comprensorio, quale il suo assetto nella nostra realtà e quali le sue relazioni con i Comuni.
Alcuni elementi di quadro vanno tenuti sullo sfondo di questa riflessione.
Eccoli. Innanzitutto il Comprensorio - varato nei primi anni Settanta con l’approvazione del primo Piano Urbanistico Provinciale - ha accompagnato, lungo questi decenni, le vicende amministrative e, in parte sociali, di questa terra.
Le grandi scelte - opere pubbliche, grande viabilità esterna e interna, lo sviluppo impiantistico invernale - hanno trovato in questo Ente il “motore” e la “regia”. Tutto ciò è stato certamente facilitato dalla compattezza del territorio e dalla ridotta presenza di realtà comunali rispetto ad altre aree di questa provincia. A ciò si aggiungono altri due elementi che contraddistinguono la storia più recente del Comprensorio.
Il primo concerne l’articolato dibattito che, nel corso degli anni Novanta, ha riguardato l’istituto del Comprensorio, dibattito che, nel suo sviluppo, ha intercettato la Legge regionale numero 1 del 1993 riguardante, tra l’altro, la gestione unitaria di funzioni e servizi sovracomunali (Unione, Convenzioni, Accordi di Programma, Aziende Speciali…).
Il secondo elemento attiene all’assetto amministrativo che con la “Giunta dei Sindaci” si è voluto introdurre, nella nostra realtà, dal 1995.
Tale scelta ha di fatto affermato un ruolo più specificatamente tecnico del Comprensorio rispetto ad una visione più prettamente politica: Comprensorio, quindi, quale strumento operativo, momento di sintesi e di rappresentanza delle esigenze più generali.
Intorno a questi elementi non potrà che ruotare la riflessione sul Comprensorio.
Riflessione importante e attesa. Non può certo sfuggire, infatti, che molto dello sviluppo di questa terra è legato al ruolo che il Comprensorio saprà giocare ancora. Decisivo appare questo momento di riflessione, di confronto e di dibattito in questo ultimo atto della Legislatura avviatasi con le elezioni comunali del 2000.
Molto è legato, è ovvio, alle scelte sull’impianto dell’Ente comprensoriale che, sul versante provinciale, questa XIII Legislatura avvierà, sviluppando o trasformando ipotesi già predisposte nel corso di quella precedente.
Ma importante sarà il contributo che giungerà dai soggetti istituzionali e sociali di questo territorio. Le proposte, comunque, dovranno basarsi sull’azione che il Comprensorio ha svolto dagli anni Settanta in questa nostra comunità e anche su quelle condizioni che in queste colonne si sono evidenziate e cioè sussidiarietà, autonomia e creatività.
IL VICE PRESIDENTE
Andrea Bettega