Fassa, Fiemme e Primiero: “Dolomiti in rete”
Le Valli, i Paesi, le tante Comunità del Trentino, costituiscono la millenaria ricchezza identitaria che ancora oggi sostiene e giustifica la nostra specificità autonomistica.
Una fitta, puntiforme, presenza sulla cartina geografica, fatta soprattutto di piccoli e piccolissimi centri abitati, in perfetta simbiosi con l’ambiente che li circonda.
E tutti fortemente orgogliosi delle proprie micro-radici, degli usi praticati, delle tradizioni tramandate di padre in figlio, di famiglia in famiglia, ritenute diverse da qualunque altra, uniche, preziose. Il Trentino del prossimo futuro, la Comunità autonoma, avrà presto bisogno di dare ulteriore valore a questa molteplice realtà storica e culturale locale; ma sarà impegnato anche nella costruzione di una cornice valoriale comune a tutte le popolazioni locali, condivisa, riconosciuta e riconoscibile anche dalle generazioni più giovani.
Il confronto e l’incontro tra realtà umane distinte rimane uno strumento indispensabile per ricondurre a unità le intenzioni di cooperare e di collaborare per il perseguimento di un comune sentire, di un disegno condiviso di crescita collettiva. Per queste ragioni e per queste finalità, il Comun General de Fascia, la Comunità Territoriale della Val di Fiemme e la Comunità di Primiero stanno individuando insieme azioni efficaci che accompagnino ciascuno di questi nuovi enti nella definitiva attuazione della riforma istituzionale ora in itinere.
Immagino la rete che vogliamo annodare tra le nostre tre Comunità, con una duplice precisa finalità: innanzitutto uno strumento in mano alle Comunità-istituzioni pubbliche, per guardare accanto e fuori da sé, per imparare dall’altro, per comunicare esperienze di governo, per condividere problemi e opportunità. Inoltre uno strumento
in mano a ciascun nostro cittadino per sentirsi sempre più parte di una Comunità allargata, per cercare e trovare con certezza il senso della propria appartenenza oltre la siepe di casa, oltre le “mura” della propria vallata.
Uno strumento, dunque, un vero e proprio “utensile”, che responsabilmente aiuti a non delegare alle forme mediate di rappresentanza (la Provincia per le Comunità;
l’associazionismo e lo stesso ente-comunità per i cittadini) le scelte e le decisioni strategiche per ciascuna Comunità di persone, che sempre più saranno necessariamente improntate al locale ma non al localistico, alla specificità di ciascuna terra, ma non alla marginalità, alla crescita collettiva della nostra Autonomia, aperta al mondo e alla ricchezza “dell’altro e dell’oltre”.
Cristiano Trotter
Presidente Comunità di Primiero
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Numero 02 - Novembre 2011
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