Un percorso di Fondazione Caritro, volto a sostenere e rafforzare la cultura e la pratica del welfare comunitario e generativo nella società trentina. Iscrizioni entro 15 aprile 2016  

La Fondazione Caritro ha modificato la logica e l'approccio per il finanziamento di progetti innovativi, mobilitando  sinergie nei territori. Dopo una fase di progettazione con coloro che decideranno di candidarsi ad uno o più laboratori, i progetti passeranno al vaglio della Fondazione per la loro concreta finanziabilità e nel 2017 i progetti finanziati potranno prendere vita nei diversi contesti territoriali

>www.welfareakmzero.it

Passaggi chiave del progetto

15 marzo 2016: lancio dei laboratori

15 aprile 2016: termine candidautre ai laboratori

3 maggio 2016: avvio laboratori di progettazione

30 novembre 2016: chiusura laboratori

dicembre 2016: valutazione dei progetti

gennaio 2017: avvio dei progetti

Il progetto Welfare a KM Zero

Parte da alcune constatazioni di ordine pratico che hanno investito la nostra società nel corso degli ultimi vent’anni. Innanzitutto le istituzioni hanno MENO SOLDI in generale e, nello specifico, ancora meno soldi da destinare a progetti di welfare. A questa minore disponibilità non corrisponde una diminuzione dei problemi, bensì abbiamo PIÙ PROBLEMI e spesso non riconosciuti, invisibili, con un 30% di nuovi poveri che coincidono con quello che una volta era individuato come ceto medio, ora impoverito.

A questa situazione già di per sé esplosiva, si aggiunge la constatazione che spesso questi nuovi poveri non sono deprivati soltanto di denaro, bensì sono venute meno molte delle reti sociali che in passato sostenevano le famiglie nel momento del bisogno. Vi sono dunque in generale MENO RETI di sostegno, un segnale che ci indica l’evaporazione dei legami familiari e sociali.

Oltre a questi problemi di carattere strutturale, la risposta delle istituzioni, pubbliche come private, appare particolarmente frammentata, con interventi che in parte si sovrappongono, non collegati tra di loro e che spesso duplicano servizi già esistenti, laddove servirebbe invece una maggiore capillarità ed estensione. Se questo tasso elevato di frammentazione era parzialmente sostenibile nei periodi di “vacche grasse”, ad oggi è un lusso che la società non può più permettersi.

Gli obiettivi di Welfare a KM Zero si collocano su tre livelli:

  1. SPERIMENTARE UN BANDO DI CONVERGENZA che veda la Fondazione CARITRO come un broker di territorio in grado di ascoltare, selezionare e incentivare il territorio a dare risposte ai propri problemi.
  2. MOBILITARE L’INTERA COMUNITÀ per generare welfare, mixando gli attori più tradizionali nella fornitura di servizi di welfare con soggetti che vanno oltre i perimetri del welfare, quali artigiani, commercianti, vigili urbani, bancari...
  3. ACCOMPAGNARE E INCENTIVARE INNOVAZIONI in grado di arricchire e migliorare l’offerta di welfare per la popolazione trentina in una triplice direzione:

• arricchire lo spettro degli attori che si occupano del welfare

• intercettare nuovi destinatari affrontando problemi inediti (tendenzialmente poco visibili): ci si riferisce al ceto medio impoverito – il 30% dei quasi ultimi – i nuovi vulnerabili (caratterizzati da scarsa dotazione di reti, tendenza a vivere al di sopra delle proprie possibilità, calo delle entrate) da intercettare prima che sprofondino nel disagio conclamato, che per i nuovi numeri, esorbitanti rispetto agli anni ’90, sarebbe ingestibile da servizi che sono calibrati su un massimo di 3-5% di poveri. Si tratta qui di un doppio passaggio, e cioè di un rinnovamento sia degli strumenti che del target di riferimento dei propri interventi.

• generare risorse e valore

Articolo pubblicato il 17/03/2016