Una su tre. Ogni anno. In Italia. E' questa l'inaccettabile incidenza della violenza sulle donne nel nostro Paese, come ammonisce l'ultima rilevazione ISTAT: e si considerano solo i casi denunciati, perché sono ancora troppe le donne senza nome e senza volto costrette a subire in silenzio

Spesso però si parla di loro quando è già troppo tardi, quando restano solo le ferite di chi sopravvive o il ricordo di chi non si rialzerà mai più. Si parla poco, invece, del ruolo degli "altri": di chi sapeva e ha taciuto, di chi poteva aiutare e ha voltato le spalle, di chi ha giudicato senza voler capire. Dietro ad ogni violenza, infatti, spesso ritroviamo donne inascoltate, additate, sole di fronte ad una brama di possesso e sopraffazione che non può mai essere chiamata "amore".

Per evidenziare, invece, il ruolo essenziale di ogni individuo e di ogni gesto quotidiano nel combattere qualunque forma di violenza, i Comuni di Primiero San Martino di Castrozza, Mezzano, Imer e Canal San Bovo hanno deciso di promuovere, in vista del prossimo 25 novembre - Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, una serie di iniziative volte a coinvolgere la cittadinanza nella lotta a questo drammatico fenomeno. Nella convinzione che la scuola debba essere accanto alle famiglie e alle Istituzioni nell'indirizzare i giovani verso una cultura del rispetto e della tolleranza, ieri mattina l'Istituto superiore di Primiero ha partecipato alla prima di queste iniziative: la rappresentazione teatrale Malanova.

In un oratorio di Pieve gremito, il presidente della Comunità di Primiero, Roberto Pradel, ha dato il suo benvenuto agli studenti e li ha esortati all'impegno in difesa dei più deboli a partire dalle scelte di ogni giorno. Al suo fianco il vicario del Dirigente scolastico dell'Istituto superiore, prof. Tiziano Casavecchia, che ha sottolineato il sostegno della scuola alle iniziative in difesa della legalità e del rispetto di ogni differenza. Poi, in poco più di un'ora di spettacolo, l'attore-regista Ture Magro ha fatto rivivere al giovane pubblico la drammatica storia vera della tredicenne Anna Maria Scarfò, ma soprattutto la forza delle sue scelte coraggiose in difesa della dignità, propria e delle persone più care, contro l'omertà di un paese intero.

La mattinata si è conclusa con il confronto particolarmente intenso tra gli studenti e il regista dopo lo spettacolo: si è parlato di realtà e interpretazione scenica, di violenza e di riscatto, ma soprattutto di coraggio e di responsabilità individuali. Perché si combatte la violenza anche con le piccole scelte di ogni giorno. Ce lo ha ricordato il rammarico del timido innamorato di Anna Maria, Salvatore, alla fine del suo racconto: "E se fossi andato da lei quel giorno? Se avessi trovato il coraggio di parlarle e rivelarle i miei sentimenti?" Forse per Anna Maria il destino sarebbe stato diverso.

Articolo pubblicato il 07/11/2016