Visita pastorale Arcivescovo, l'intervento del presidente Trotter
Proseguirà fino al prossimo 6 novembre a Primiero la visita pastorale di mons. Luigi Bressan, Arcivescovo di Trento. Mercoledì 12 ottobre il pastore diocesano ha incontrato gli amministratori pubblici di Primiero Vanoi Mis. Ecco l'intervento integrale del presidente della Comunità di Primiero, Cristiano Trotter
Porgo un cordiale saluto a S. E. Monsignor Bressan, al Decano di Primiero don Gianpietro Simion e a tutti i Reverendi Parroci del Decanato di Primiero, ringraziando per la visita pastorale voluta da S.E. e per aver chiesto nel suo ambito questo momento di incontro con gli Amministratori, gli Albergatori, gli Imprenditori locali.
Sono stato demandato dai Sindaci e dagli Amministratori presenti, che insieme a me La salutano, ad esporLe brevemente la realtà sociale, economica ed istituzionale della nostra Valle. Il momento della Sua visita si inserisce benissimo nel contesto della attività amministrativa locale, perché le Amministrazioni comunali e la Comunità hanno vissuto il ricambio elettorale soltanto da un anno e quindi hanno già potuto approfondire le problematiche del proprio territorio, e hanno quindi davanti a sé ancora un periodo quadriennale di impegno, per poter trovare le soluzioni migliori per esse.
Queste stesse Amministrazioni sono impegnate, proprio in questa fase, e come avviene in tutte le Comunità del Trentino, nell’avvio di due processi di pianificazione essenziali: quello del territorio, diretto a garantire benessere economico; quello sociale, diretto a garantire il benessere della persona e della famiglia. Per questo motivo stiamo portando avanti una attenta ed accurata analisi della realtà della nostra Valle. Raccogliendo dati e cercando di capire i bisogni veri della nostra realtà sociale. Dati che in estrema sintesi costituiscono la breve relazione che Le sottopongo, a beneficio della Sua conoscenza, certo che potranno esserLe utili nell’affrontare le questioni Sue proprie nell’esercizio del Suo Magistero.
La nostra Valle ha poco più di 10.000 anime. Negli ultimi 100 anni la popolazione complessiva non è variata, ma è variata molto la distribuzione negli otto Comuni che la compongono: Canal San Bovo è passato da 3.700 a 1. 600 abitanti, Sagron Mis da 500 a 200; ma Transacqua da 1.500 a 2.100, Tonadico da 1.000 a quasi 1.500. La gente si è spostata verso il centro, per l’effetto di una sorta di piccola urbanizzazione locale, aiutata dalla forte emigrazione che ha colpito anche Primiero nell’800 e nel ‘900.
Ciò ha quindi comportato l’abbandono delle valli periferiche (Vanoi e Mis) che ancora adesso vivono le difficoltà maggiori, dal punto di vista del benessere sociale e della tenuta dei servizi di base (scuola, trasporti, uffici pubblici, ecc.). Lo sviluppo economico importante che Primiero ha vissuto negli ultimi decenni non ha peraltro stravolto l’identità ambientale e paesaggistica del nostro territorio, che mantiene tuttora caratteristiche di eccellenza uniche, avendo avuto la capacità di evitare pesanti trasformazioni urbanistiche che hanno interessato altre zone. Ne sono testimonianze la presenza ventennale del Parco naturale di Paneveggio e il recente riconoscimento delle Pale di San Martino quali parte integrante di Dolomiti Patrimonio UNESCO.
La natalità si attesta su circa 100 unità annue (l’1%), la mortalità la supera per 10 unità. Abbiamo, in questo senso, il tasso di natalità più basso e il tasso di anzianità più alto della Provincia e il trend dei prossimi 40 anni è addirittura peggiorativo. Le famiglie sono 4.400 con 2,3 componenti per famiglia.
Il fenomeno delle nuove cittadinanze, dei residenti di origine straniera, assume negli ultimi anni un proprio significato anche a Primiero. Al 1 gennaio 2011 gli stranieri sono 390 (quasi il 4% della popolazione). Notevole il flusso migratorio dal centro e dall’est dell’Europa, dovuto sostanzialmente alla ricerca di lavoro, anche temporaneo, legato agli andamenti delle stagioni turistiche e legato in parte sempre crescente alla assistenza agli anziani.
Dico subito, però, della criminalità, che propriamente intesa non costituisce una emergenza per Primiero. Sostanzialmente perché non ci sono aree urbane estese, siamo fori dalle grandi vie di comunicazione, beneficiamo di un alto livello della qualità della vita con alti tassi occupazionali. Praticamente assenti i reati violenti. I reati appropiativi sono sotto le medie provinciali; gli incidenti stradali sono in diminuzione.
Abbiamo la fortuna di avere un sistema di servizi legati alla educazione molto sviluppato, potenziato ulteriormente negli ultimi anni. Il servizio di asilo nido pubblico, nato da poco, ha dato risposta a 30 famiglie, ma già quasi altrettante attendono di poter inserire il proprio figlio nella struttura. In questo senso il servizio di Tagesmutter aiuta e supporta, per le famiglie che preferiscono tale scelta. Importante in questa struttura il sostegno diretto ed indispensabile delle Parrocchie, in particolare quella di Tonadico, e delle Scuole dell’infanzia equiparate del Territorio.
L’istruzione fa capo ad un unico Istituto comprensivo pubblico. Ma la presenza, ormai risalente a molti decenni, dell’Istituto salesiano di Santa Croce e del Centro di formazione professionale Enaip di Transacqua sono valori aggiunti dei quali la nostra Comunità non vuole fare a meno. Le Scuole elementari sono ancora ben distribuite sul territorio, mentre le Scuole medie sono presenti a Fiera di Primiero e a Canal San Bovo. Abbiamo anche una Scuola media superiore, con alcuni indirizzi tecnici, che accoglie 290 ragazzi, provenienti anche dal vicino Veneto.
Devo anche evidenziarLe la felice realtà della nostra Università della terza età e del tempo disponibile, che risulta una delle più attive del Trentino e accoglie ogni anno dai 120 ai 130 anziani, per la verità molte più anziane che anziani.
La nostra situazione lavorativa è fortemente condizionata dalla dimensione e dalle caratteristiche geografiche da un lato, e dallo sviluppo ormai secolare dell’industria turistica dall’altro.
Nel 2010 le assunzioni nei tre settori principali sono state complessivamente 4.100, dato che dà perciò il polso anche dei livelli occupazionali complessivi: il 7% nella agricoltura (281 occupati), anche nel secondario il 7% (300 occupati) e ben l’86% nel terziario, con il peso assoluto, conseguentemente, in questo settore, rivestito dai pubblici esercizi (che vale il 70% degli occupati). I numeri però non corrispondono direttamente in maniera proporzionale all’importanza rivestita dal settore primario, che rimane strategico per il mantenimento del territorio, vera nostra ricchezza, e che continuerà ad essere favorito dalle Amministrazioni attraverso azioni concrete a sostegno della agricoltura e della selvicoltura. Così come un altro patrimonio importante della nostra economia è costituito dalla fitta rete di piccole imprese artigiane, chiamate tutte insieme in questa fase a fare fronte alle difficoltà dell’attuale ciclo economico mondiale negativo.
Un dato che teniamo sotto attento esame riguarda gli iscritti al centro per l’impiego, che sono cresciuti del 24% in un solo anno, dal 2009 al 2010, a testimoniare, forse, che la crisi che attanaglia con ben peggiori conseguenze altre regioni della nostra ed altre Nazioni, interessa sia pure marginalmente anche la nostra Valle. I disoccupati e gli inoccupati, nel 2010 sono stati 643 totalmente.
Nel 2011, su 904 aziende ed imprese attive in Primiero, ben 180 sono costituite da alberghi e ristoranti, 180 da esercizi commerciali, 141 da imprese artigiane e di costruzione. Ciò a testimoniare ancora una volta come l’economia del turismo e quella legata al suo indotto è preponderante nel nostro tessuto economico.
Una realtà economica, che riveste anche aspetti sociali e storici, e che dobbiamo comunque ricordare è quella sviluppatasi nella produzione dell’energia idroelettrica, nata cento anni fa con ACSM e che da un decennio è tornata ad essere interamente patrimonio diretto degli enti locali di Primiero, supportando gli stessi sia nella gestione dei servizi pubblici, sia nella realizzazione di progetti strategici sul territorio, legati ad uno sviluppo sostenibile e inerente le energie rinnovabili.
Desidero ora, esporLe, Eccellenza, sia pure brevemente, il quadro del sostegno sociale delle amministrazioni pubbliche alla persona, perché danno un indice immediato dei bisogni e dei problemi della nostra Valle.
I nuclei familiari presi in carico dai Servizi sociali della Comunità sono stati nel 2010, 187, dei quali 43 con minori. Abbiamo una rete di assistenza ai minori molto sviluppata, con un centro diurno a Canal San Bovo ed un centro di aggregazione a Fiera di Primiero. Molto attivo anche il Tavolo per le politiche giovanili.
Abbiamo però anche 2155 concittadini con più di 65 anni di età. Ecco perché puntiamo al potenziamento dei servizi dell’assistenza a domicilio, instaurando anche fattivi rapporti di collaborazione con le due APSP (Case di riposo) presenti in Valle. Nel 2010 sono stati erogati 31.500 pasti a domicilio, per 134 utenti. Non sono pochi.
Sperando di non averLe appesantito troppo questo inizio di incontro, Eccellenza, ritenevo ch la illustrazione di alcuni dati oggettivi potesse comunque favorire una maggiore immediata comprensione della nostra realtà sociale, non sempre conosciuta neppure da tutti i nostri cittadini.
I dati però devono essere letti ed interpretati, sostenuti dall’intelletto e dallo spirito che informa la missione che ciascuno di noi ha avuto in dote.
La nostra è una Valle piccola, con una storia millenaria, forte delle proprie Municipalità ma anche della capacità di fare cerchio e fronte comune nell’affrontare le sfide che interessano l’intera collettività valligiana. Vive favorita da un benessere diffuso, cresciuto esponenzialmente soprattutto dopo la seconda Guerra mondiale e ancor più dopo gli anni ’60 del secolo scorso. Benessere che è il risultato anche della operosità dei singoli e delle imprese, e che può contare su una coesione sociale garantita dalle reti parentali e dalla appartenenza alla Comunità in cui si abita e si lavora.
I nostri Comuni sono dunque piccole Comunità montane, lontane dagli aggregati urbani maggiori e dalle grandi imprese, ma ben consce della propria identità. Non sono le nostre, tuttavia, comunità chiuse al mondo e all’esterno. Lo spirito di accoglienza è forse nascosto e discreto, ma saldo nei principi.
La propensione al volontariato e all’associazionismo dei nostri cittadini è altissima, come forte è la presenza delle realtà cooperativistiche, a testimoniare la permanenza nelle nostre valli dei valori della solidarietà e della partecipazione. Valori che non potrebbero restare così vivi se, a sostegno di una religiosità radicata, non partecipasse l’impegno continuo delle Istituzioni parrocchiali: dai Parroci, ai quali porto ancora una volta il saluto e il ringraziamento delle istituzioni civili locali, ai molti cittadini e fedeli che partecipano, anche con impegno di laicato, nelle strutture parrocchiali, nelle associazioni, nei circoli, nelle attività per i giovani e per gli anziani.
Le confermo, quindi, Signor Vescovo, come non verrà meno, anche nell’immediato futuro, l’impegno diretto e la azione delle Amministrazioni e degli Amministratori nel settore del sociale e a sostegno del benessere delle nostre collettività.
Non senza porre tuttavia una estrema attenzione verso alcune criticità che rileviamo e che potrebbero essere fonte e segnale di un malessere ancora non diffuso e ancora non preoccupante, tuttavia degne di monitoraggio per la messa in atto di adeguate risposte ai bisogni ad esse sottese. In particolare la assistenza e il sostegno agli anziani, in un’ottica di favore per il mantenimento delle reti parentali e, laddove non possibile, con azioni di assistenza domiciliare alternative al ricovero in Strutture dedicate. Così come particolare attenzione daremo ad alcuni fenomeni di disagio nelle generazioni più giovani, legati a forme di tossicodipendenza e di difficile inserimento nel contesto sociale. Le politiche per la casa e per il lavoro saranno il sostegno a garanzia del benessere soprattutto dei giovani, che dovranno affrontare nei prossimi anni difficoltà maggiori dei propri genitori in termini reddituali e di possibilità occupazionali.
Noi riteniamo fondamentale, anche in queste azioni, la presenza della Chiesa, in continuità con il forte e leale rapporto collaborativo che sempre è stato, e che auspichiamo permanga per il futuro, con il Decanato di Primiero e le Parrocchie tutte, come anche con le Istituzioni che più direttamente si richiamano ai valori cristiani di impegno nella società civile. Presenza che riteniamo concorra sostanzialmente al mantenimento della coesione sociale e arricchisca tutte le persone, le famiglie, le istituzioni che operano nella nostra Valle. E per permettere questo, Le assicuro non mancherà un dialogo aperto e costruttivo da parte delle Amministrazioni e degli Amministratori locali.
Le auguro, Eccellenza una buona permanenza nella nostra Comunità, ringraziandoLa per l’arricchimento spirituale e morale che porta tra noi nello svolgimento della visita pastorale in atto.

