Ricettario Dotale di F. Simon
Il Comprensorio di Primiero, il Parco Paneveggio Pale di San Martino ed il Caseificio Sociale Comprensoriale hanno promosso dal 2002 al 2006 una ricerca denominata “ Sapori e Saperi. Storia e memoria dell’alimentazione a Primiero”.
Lo scopo della ricerca era quello di individuare, raccogliere e rendere disponibili fonti di vario genere - d’archivio, scritte, orali, iconografiche - che permettessero di tracciare un quadro sull’alimentazione a Primiero.
In particolare, il gran numero di manoscritti raccolti ha sollecitato la nascita di una collana editoriale che ripropone - in maniera filologicamente corretta e accompagnati da stimolanti saggi interpretativi - dei ricettari opera di gente comune.
I ricettari di cucina erano e sono il risultato di una delle pratiche più diffuse di scrittura familiare e domestica. Si tratta in gran parte di una scrittura femminile che qualifica i ricettari come luoghi di scambio di saperi, luoghi di apprendimento, luoghi di rielaborazione e luoghi dell’immaginario gastronomico.
I ricettari popolari (ovvero della gente comune) registrano i mutamenti sociali, la comparsa sul mercato di nuovi alimenti, la circolazione della stampa e dei manuali specializzati. Vi troviamo, a ben guardare, le tracce della tradizione contadina, quelle di un’educazione nazionale, quelle successive e più recenti della rivolta contro la tradizione: una storia d’Italia, insomma, vista dal tavolo di cucina.
(La collana “ Ricettari della gente comune” è edita da Agorà di Feltre (Bl), è curata da Quinto Antonelli, Gianfranco Bettega, Sandro Dalla Gasperina e Danilo Gasparini e si avvale del supporto scientifico del Museo Storico in Trento – Archivio della Scrittura Popolare.)
I primi due titoli della collana sono stati editi con il sostegno del Comprensorio e del Parco Paneveggio Pale di san Martino.
Ricettario dotale
di Felicita Simon
Quando decise di sposarsi con Angelo Lenzi, proprietario di una Kellerei ad Augsburg, Felicita Simon non sapeva cucinare. Poichè questo costituiva un bel problema, la madre e le sorelle l’aiutarono a costruirsi un ricettario. Chiedendo a conoscenti e consultando qualche opera a stampa, misero insieme più di 400 ricette che Felicita riscrisse con qualche semplificazione e molte difficoltà perchè conosceva poco e male l’italiano. Così che di quando in quando doveva tradurre i termini italiani nel suo dialetto locale. Nell’autunno del 1907 partì per la lontana Augsburg col suo grosso ricettario, la sua unica dote.....
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